Chi è Georgia O’Keeffe? (1887-1986)

Icona dell’arte americana, incarnazione di quell’ideale di donna moderna che ha saputo trovare la propria autonomia, grazie alla sua straordinaria personalità.

Quale l’emblema, il simbolo, della sua arte?

Un giglio-calla, a rappresentare il suo ideale di bellezza, fatto di armonia, proporzione, semplicità ed eleganza. Più di duecento i quadri di soggetto floreale della O’Keeffe realizzati dal 1918. I suoi dipinti sono segnati da un forte cromatismo espressivo e da grande sensualità. “Per osservare l’uomo ha bisogno di tempo. Così dipingerò ciò che il fiore significa per me. Ma lo dipingerò grande così da indurre gli affaccendati newyorkesi a prendersi il tempo di osservare” affermava la pittrice. La sua arte riflette il suo legame profondo con la natura, cui ha dato espressione nelle sue opere. Le sue rose, petunie, papaveri, camelie, girasoli, narcisi esprimono una grazia unica. La scelta di applicare un taglio fotografico, non mostrando i bordi delle foglie ed il gambo, a lasciare che sia il fruitore a completare la visione, nella sua mente. Ci troviamo così di fronte ad una semplificazione della forma. Tramite l’ingrandimento, il tutto viene ridotto all’essenziale.

Quale contributo diede la fotografia all’arte della O’Keeffe?

La fotografia contribuì a fornirle una nuova visione delle cose. Gli ingrandimenti della O’Keeffe sono contemporanei alle riprese sensuali di fiori e oggetti naturali della fotografia di Edward Weston e Paul Strand. Quest’ultimo fotografava gli oggetti consueti assai da vicino e sotto una luce forte, ingrandendoli, così da dissolvere le forme realistiche in immagini astratte. Egli sapeva trasferire le leggi della pittura astratta nel medium fotografico. La concezione rivoluzionaria del giovane fotografo suscitò l’interesse della pittrice.

Quale la sua storia?

Cresciuta nell’America nel middle-west, trascorrerà i primi dodici anni presso la fattoria dei genitori immergendosi nel lento ritmo della vita di campagna tra distese di campi di grano dorati. A soli 12 anni la decisione di diventare artista. Frequenterà a tal proposito l’Art Institute di Chicago e nel 1907 si recherà a New York per proseguire gli studi all’Art Students League, il più famoso istituto d’arte dell’epoca. Decisivo fu l’incontro con la galleria “291” del fotografo Alfred Stieglitz presso la Fifth Avenue. Con il fotografo nascerà un sodalizio lungo una vita. Modella e musa di Stieglitz, nel 1917 le dedicherà una personale ed in seguito inizierà a  fotografarla a New York, dando vita ad un ritratto fotografico globale dell’artista. Gli artisti vivono in una vera e propria simbiosi creativa, oltre a coronare il loro amore con un matrimonio.

Quali le ulteriori suggestioni nell’arte della O’Keeffe?

Una forma semplificata a richiamare l’essenza intima delle cose, ideale della pittrice, trova un corrispettivo nell’arte del lontano Oriente. E poi le letture di Kandinsky, in particolare l’amato saggio:Sullo spirituale nell’arteed il concetto secondo cui forme e colori non devono rispecchiare il modello naturale bensì il mondo interiore dell’artista, il modo in cui l’artista reagisce emozionalmente alla vita, la profondità della sensazione suscitata dalla percezione della realtà. Trasmettere l’esperienza che io ho del fiore” questo l’obiettivo della O’Keeffe.

La musica inoltre sarà per lei la forma d’arte più elevata. “Il mondo risuona” affermerà Kandinsky ed in un mondo che risuona, le forme elementari della natura e le intuizioni proprie si compongono in un’armonia globale.

In conclusione, le teorie del filosofo francese Bergson e l’importanza da questi attribuita all’intuizione. “L’intuizione quale mezzo per trasferirsi all’interno di un oggetto”, per trovarvi ciò che esso possiede di unico e d’inesprimibile. Il quadro può infatti per l’artista mostrare soltanto un frammento, mediare una visione di un realtà universale del creato.

Come riuscì ad emanciparsi dalla figura di Stieglitz?

Ma poter seguire la propria strada in maniera autonoma per lei significherà sfuggire al dominio di Stieglitz. Per questo, in seguito ad un viaggio, la decisione di trasferirsi nel New Mexico, dove rimase subito affascinata dai suoi canyon profondi, le colline di sabbia rosa e rosse e dalle montagne ricoperte di boschi.

La bizzarra decisione di trascorrere la propria vita nel deserto del New Mexico avrebbe fatto di lei una leggenda.

Ebbe inizio una serie di creazioni della misteriosa bellezza di questo paesaggio. In seguito ad un esaurimento nervoso acquisterà una casa vicino al famoso “Ghost Ranch”, una fattoria per vacanze in mezzo alla selvaggia pianura del New Mexico, dalla quale poter godere di una straordinaria veduta sulle scogliere rosse, suo nuovo paesaggio visivo interiore. Famosi artisti, fotografi, collezionisti ed attori fecero visita alla pittrice nella sua nuova residenza.

Quale la bellezza delle sue opere?

Nei suoi quadri la fibrosità vellutata di un iris è descritta con altrettanta accuratezza della consistenza cerosa di un giglio.
Attraverso le sue opera la O’Keeffe si avvicina a quel mistero che è tipico della creazione, armonia di tutto il creato.

Si ringrazia wahooart per la gentile concessione delle immagini.

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