Lo studio del Bello: quando l’arte incontra la filosofia

Raffaello Sanzio, scuola di Atene, 1509-1511, Musei Vaticani

Il bello è qualcosa che ognuno percepisce intuitivamente ma che nessuno riesce a spiegare intellettualmente. Le cose che consideriamo belle sono tali perché vissute spontaneamente e non perché giudicate tali attraverso un ragionamento. Il bello è l’oggetto di un piacere senza alcun interesse, i giudizi estetici infatti sono contemplativi e totalmente disinteressati. Questi i concetti espressi nella Critica del Giudizio di Kant che ci spinge ad educare alla bellezza attraverso la ripetuta contemplazione delle cose belle. L’estetica dunque quale riflessione teorico-filosofica avente per oggetto l’arte, il bello e la conoscenza sensibile. Un percorso che si snoda tra arte e filosofia, a partire dalle teorie dell’estetologo Baumgarten, attraverso l’idea di bellezza della Grecia arcaica e classica da Omero ai Pitagorici. Attraverso lo studio del bello l’arte incontra la filosofia: con Platone, ad esempio, il bello entra a far parte del campo della metafisica ma le due discipline hanno vissuto anche momenti di scontro. Ricordiamo a proposito la più celebre condanna filosofica dell’arte mimetica pronunciata da Platone per arrivare al pieno riscatto dell’arte grazie al contributo di Aristotele. Un percorso che si concluderà con la visione di alcuni video per poter vivere una vera esperienza estetica.

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