Anno mille. Europa romanica. “Il mondo scosse la polvere dalle sue vecchie vesti e la terra si ricoprì di un candido manto di chiese”

Duomo di Pisa, Buscheto e Rainaldo, 1063-1092

Un percorso che ci porterà a scoprire l’affascinante mondo dell’architettura e scultura romanica, quei secoli bui che, nonostante le epidemie, le carestie, la guerra santa, portarono l’Europa a “ricoprirsi di un candido manto di chiese”, come affermò il monaco Rodolfo il Glabro.
L’architettura sarà l’espressione più tipica del romanico: ne approfondiremo le scuole regionali italiane ed europee, gli elementi architettonici specifici ed i modi differenziati di applicare gli stessi principi di fondo, creando uno stile originale, ricco e vitale. Scopriremo che “Un edificio è molto più di un semplice luogo dove abitare… influisce sulle emozioni degli esseri umani”. Studieremo inoltre la scultura romanica analizzando lo sketchbook dello storico dell’arte Baltrusaitis il quale, infaticabile viaggiatore, attraverso i suoi schizzi, ci permette di capire che gli elementi decorativi dei capitelli occidentali romanici derivano dallo stile orientale bizantino, armeno, islamico, che conosceva il valore artistico delle forme astratte e portano quindi avanti quel dialogo, quel grande abbraccio tra Oriente e Occidente che da sempre caratterizza la nostra cultura artistica. Costruita secondo un ordine rigoroso, la scultura romanica raffigura le emozioni e il dinamismo della vita, un film scritto nelle pietre, un sogno che accoglie la realtà, l’uomo, le piante e gli animali, ma le sottopone a metamorfosi che la precipitano nell’irreale. Questo il Medioevo irrealistico e fantastico che Baltrusaitis ha esplorato nelle sue ricerche. Andiamo quindi a scoprire il mondo orientale di Baltrusaitis fatto di animali fantastici, grifoni, mostri bicefali, personaggi che si confondono con l’ornamento e le geometrie, gettando uno sguardo anche all’arte contemporanea.
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